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Non avrei mai creduto che oggi a distanza di 19 anni mi sarei ritrovata a raccontare la mia storia.
Il mio Gianluca avrebbe avuto quasi 19 anni, la gestosi se lo e' portato via, alla 30^ settimana mi hanno fatto partorire con taglio cesareo, ma dopo 4 giorni purtroppo e'morto. Io non l'ho potuto vedere, mi hanno tenuto ricoverata all'ospedale, dopo due anni e mezzo e' nata mia figlia, ma il dolore purtroppo resta, lui e' il mio primo pensiero al risveglio e l'ultimo prima di dormire.
Fino al sesto mese ho avuto una gravidanza splendida, poi un giorno mi sveglio gonfia, mi ricoverano ma all'ospedale della mia citta' non riescono a fare nulla, su consiglio del mio ginecologo mi trasferiscono a Firenze, dove pochi giorni dopo mi fanno partorire, ma e' andata cosi'
Ricordo ancora una ginecologa che mi dice che e' meglio che non abbia piu' figli, il trasferimento in una stanza piena di donne che dovevano partorire ed io che preferisco passare la notte seduta su una sedia a guardare da una finestra le stelle e immaginarmi che lui era li' che mi guardava e cercava di darmi coraggio.
ma ancora oggi quel coraggio non lo trovo, anche oggi le lacrime mi scendono, dopo la seconda gravidanza mi sono sentita graziata e ho avuto una paura fottuta di affrontarne un'altra, con l'incertezza di avere ancora quella malattia. Cosi' mia figlia e' rimasta figlia unica, mi sento fortemente in colpa per lei, per mio marito del quale ricordo ancora il sorriso quando ha saputo che aspettavamo un figlio maschio, per non essere stata capace di darle una compagnia, so che lei ne soffre soprattutto ora che e' in eta' adolescenziale.
Vivo nella speranza che un giorno mi ricongiungero' a lui e tutto allora sara' perfetto.

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